PIOLET D’OR 2018

News per il Piolet d’Or 2018: le tre salite vincitrici del premio, due menzioni speciali e per la prima volta un cambio di location

 

Tra le 58 candidate sulla lista delle “ascensioni significative” nel 2017, il comitato del Piolets d’Or ha annunciato tre salite e due menzioni speciali da riconoscere alla prossima cerimonia di premiazione del 2018, che si terrà per la prima volta fuori dalla Francia al Ladek Film Festival in Polonia dal 20 al 23 settembre. Lo scopo dei premi Piolets d’Or è quello di sensibilizzare sulle più grandi ascensioni dell’anno in tutto il mondo. Mirando a celebrare il gusto per l’avventura, il coraggio e il senso dell’esplorazione che si celano dietro l’arte dell’arrampicata nelle grandi catene montuose del mondo.

Nell’alpinismo moderno, le questioni di stile e i mezzi di ascensione hanno la precedenza sul raggiungimento dell’obiettivo stesso. Non si tratta più di impiegare enormi risorse finanziarie e tecniche … Il Piolets d’Or punta i riflettori su nuove vie  fantasiose e innovative, che utilizzano una quantità minima di attrezzature e sfruttano l’esperienza.

Le tre ascensioni che si aggiudicano il riconoscimento quest’anno  sono:

  • Satisfaction! (ED+, WI5+, M7, 2600m) sul Gasherbrum I (8068m) ad opera di Marek Holecek e Zdenek Hak (Repubblica Ceca)

Satisfaction! … è probabilmente l’ultima linea logica sull’enorme parete ovest di Gasherbrum I. È la prima salita completa di questa parete  e completa una linea diretta verso la vetta, già tentata nel 1983 da Jerzy Kukuczka e Voytek Kurtyka. Holecek aveva fatto quattro tentativi precedenti su questa linea, perdendo un compagno di cordata e parti delle dita dei piedi. L’ascesa vincente, iniziata il 25 luglio, ha richiesto sei giorni, con l’ultimo bivacco a 8000 metri. L’ultima parte rocciosa sopra i 7800 metri aveva presentato un così alto livello tecnico di arrampicata che ci sono volute 12 ore per completare solo 80 metri. La discesa dalla vetta, attraverso la via normale lungo il Couloir giapponese e successivamente su pendii a forte rischio valanghe. I due alpinisti ceci sono tornati al campo base otto giorni dopo la loro partenza.

 

 

  • Shukriya Road (WI5 M6, 2700m) e traversata della cima sul Shispare (7611m) ad opera di Kazuya Hiraide e Kenro Nakajima (Giappone)

La bellezza di questa agognata linea, il pieno impegno di una difficile salita in stile alpino seguita da una traversata della montagna, e il fatto che fosse la prima salita della parete Nord-est, fanno di Shukriya un capolavoro della moderna arrampicata in alta quota. A partire dal 2007, Kazuya Hiraide aveva già provato a salire lo Shispare per ben tre volte. Per il suo quarto tentativo ha collaborato con il connazionale Kenro Nakajima. Le condizioni erano scarse nella Valle dell’Hunza lo scorso agosto, e la coppia ha combattuto condizioni meteo instabili durante l’ascesa durata cinque giorni, con forti nevicate,  valanghe e spindrift. Raggiungendo la vetta i due nipponici hanno effettuato la terza salita in assoluto di questa elegante e affilata piramide del Karakorum occidentale.

 

 

 

  • Parete Sud del Nuptse (WI6 M5 +, 2200m), vetta nord-ovest (7742m) ad opera di Frederic Degoulet, Benjamin Guigonnet e Helias Millerioux (Francia)

L’immensa parete sud del Nuptse fornirà sempre una difficile sfida in alta quota. Anche la linea non ancora ripetuta della prima salita del 1961 è considerato uno delle prime, se non la prima grandi parete tecnica scalata in Himalaya. Benjamin Guigonnet e Helias Millerioux hanno provato una nuova linea sul lato sinistro del versante settentrionale nel 2015 e 2016. Al loro secondo tentativo furono accompagnati da Frederic Degoulet, raggiungendo 7400 metri prima di essere costretti alla ritirata. La tenacia ha dato i suoi frutti nel 2017, quando tutti e tre i francesi hanno completato la linea e raggiunto la vetta Nord-Ovest del Nuptse. Il percorso seguito dai tre transalpini sale lungo una linea molto ripida e difficile dal punto di vista tecnico, almeno una dozzina sono i tiri di ghiaccio gradati WI5 e superiori. Gli alpinisti hanno bivaccato per cinque volte durante la salita e una volta durante la discesa (in gran parte in corda doppia) sulla loro stessa via. Questa ascesa potrebbe essere destinata a guadagnare lo status di icona tra le moderne scalate tecniche Himalayane.

 

Per quanto riguarda le due menzioni speciali, vanno a:

  • Chantel Astorga, Anne Gilbert Chase, Jason Thompson (USA) per la salita di Obscured Perception (WI5 M6 A0, 70 gradi, 1400m) sul Nilkanth (6596m) nel Garhwal Himalaya indiano.
  • Alex Honnold per le 14 cime raggiunte su vie di varia difficoltà durante la sua spedizione in Antartide e non da meno per la salita in free-solo della via “Free rider” su El Capitan in Yosemite.
2018-08-04T12:00:50+00:00