ODYSSEE UN VIAGGIO AL CENTRO DELL’EIGER

Jacopo Larcher e Barbara Zangerl ripetono Odyssee 8a+ sulla parete Nord dell’Eiger

 

Gradata 8a+, Odyssee è la via di roccia più difficile della parete nord dell’Eiger, un mezzo grado più difficile di Paciencia, aperta da Stephan Siegrist e Ueli Steck nel 2003, liberata da Steck nel 2008. La  via prende una linea sulla “parte più erta ed impegnativa” della mitica nord, ovvero la ‘Rote Fluh’ e il ‘Pilastro dei Cechi’, a destra della classica via Heckmair del 1938. La linea di Odyssee è stata notata da Schäli e Jasper nel 2009 dopo la loro prima libera della Direttissima dei Giapponesi, e anche se nelle estati successive i due hanno concentrato i loro sforzi nel liberare altre vie esistenti, hanno comunque trovato il tempo per iniziare quella che si sarebbe poi rivelata essere una vera e propria odissea personale.

Dopo aver seguito la prima parte della via Heckmair per raggiungere il famoso Stollenloch, Schäli e Jasper hanno iniziato la nuova linea, piuttosto diretta, che incrocia in più punti le vie La Vida es Silbar (7c, 900m, Daniel Anker, Stephan Siegrist, 1999) e Paciencia (8a, Stephan Siegrist, Ueli Steck). Tra il 2009 e il 2013 Schäli e Jasper hanno esplorato questo terreno dal basso, passando “calcare sorprendentemente compatto e buono” ed utilizzando un mix di protezioni trad, chiodi e spit per proteggere la via.

“L’odissea “ di Jacopo e Babsi è iniziata solo pochi giorni fa ed è durata molto meno di quanto il nome della  via possa far immaginare… infatti la coppia di talentuosi climber è riuscita in un blitz di soli quattro giorni a salire gli interminabili 1400 metri della parete Nord più famosa delle alpi.

 

 

Zangerl e Larcher hanno scalato tutti i 33 tiri in libera in una sola spinta da terra, alternandosi al comando sui tiri più facili e salendo da capocordata tutti i tiri più difficili. Il primo giorno sono saliti fino alla base  del  tiro chiave e dopo averlo salito entrambi puliti hanno bivaccato in portaledge. Il giorno seguente sono saliti fino al “secondo bivacco dei cechi”, mentre durante il terzo sono arrivati fino all’ultimo tiro di 8a. l’ultimo giorno hanno scalato l’ultimo difficile tiro e hanno proseguito fino in cima.

 

“non abbiamo fatto tutto a vista, ma alcuni tiri al secondo. Il meteo è stato un po’ un problema… era molto instabile e c’era almeno un temporale al giorno. Infatti, due tiri di 7c erano completamente bagnati ed abbiamo dovuto combattere non poco per salirli. La via è veramente molto bella, facciamo i complimenti ai primi salitori. Non pensavo che potesse essere così strapiombante…”

 

 

2018-08-25T22:29:27+00:00