Lo scorso 8 febbraio Matteo Bernasconi, Matteo Della Bordella e Matteo Pasquetto hanno aperto una nuova via sulla parete nord dell’aguja Standhardt (Patagonia).

La nuova via si chiama Il Dado è Tratto, è lunga 600 metri con difficoltà fino al 7b e A1.

Di Matteo Della Bordella

Mercoledì 5 febbraio è iniziato un periodo di bel tempo di alcuni giorni, la prima “finestra” vera e propria di questa stagione, fino ad ora caratterizzata da un tempo peggiore anche degli standard Patagonici.
Berna (Matteo Bernasconi), Matteo Pasquetto ed io siamo salito al nostro campo avanzato proprio quel giorno per verificare le condizioni delle pareti. Pur avendo un’idea chiara in testa, ovvero quella di tentare il diedro degli inglesi sulla Est del Torre, abbiamo discusso a lungo tra di noi su cosa fare. Alcune parti della nostra linea, in particolare gli ultimi 400 metri, erano totalmente ricoperti da uno spesso strato di ghiaccio e brina, tanto che la roccia che avremmo dovuto scalare non era nemmeno visibile. Queste condizioni ovviamente lasciavano pochissime o nessuna chances di successo sulla parete Est del Torre ed in aggiunta, rendevano molto elevato il pericolo di essere colpiti da alcuni di questi blocchi di ghiaccio che inevitabilmente si sarebbero staccati dall’alto col bel tempo in arrivo.
Eravamo tutti d’accordo che i rischi che avremmo dovuto assumerci sarebbero stati troppo alti, e le possibilità di successo troppo basse e così abbiamo preso la decisione di tentare il nostro piano alternativo.


Era già qualche anno che durante le mie visite e scalate nella valle del Torre, ero stato incuriosito da una linea sull’Aguja Standhardt, che sembrava non essere mai stata salita. La linea da me immaginata saliva l’evidente spigolo Nord di questa montagna, parallelamente ed a un centinaio di metri di distanza rispetto alla via “Festerville” che avevo già percorso con Berna e Luca Schiera nel 2013. Quando quest’anno ho proposto l’idea ai miei amici hanno subito risposto con entusiasmo e così abbiamo colto l’occasione al volo per fare un tentativo.
Alla fine ne è uscita una linea di qualità anche superiore a quella che avevo immaginato!
La via segue un sistema di fessure logicissimo ed i tiri scorrono uno dopo l’altro in maniena spettacolare…indimenticabile è il diedro strapiombante a metà della via solcato da una fessura perfetta lunga 100 metri con decine di metri di fila di incastro di mano!! Un tiro veramente da sogno!
La parte alta della via si è rivelata più facile ma non meno bella, e dopo un gelido, ma spettacolare bivacco sotto la prima “punta” della Standhardt abbiamo raggiunto la cima vera e propria la mattina del 8 febbraio.
Proprio in cima abbiamo incontrato gli amici Belgi Nicolas Favresse e Sean Villanueva, anche loro avevano aperto una nuova e difficile via in un’altra zona della nostra stessa montagna…un momento bellissimo.

Dopo Cerro Torre e Torre Egger, ora anche la sorellina minore, ovvero la Aguja Standhardt ha una via aperta dai Ragni di Lecco!
Nel frattempo tanto del ghiaccio che era attaccato alle pareti del Cerro Torre è caduto o si è sciolto e quindi ora le condizioni sarebbero potenzialmente buone per il nostro progetto principale…teniamo le dita incrociate speriamo di avere ancora una finestra di bel tempo che ci permetta un tentativo!

DCIM100GOPROGOPR9779.JPG